Whirlpool. M5S, Saiello: “Amarezza e rabbia dei lavoratori facciano riflettere tutti”

<<L’amarezza e la giusta rabbia dei lavoratori Whirlpool dovrebbe far riflettere tutti. È un momento complesso e ogni singola parola può essere travisata e finire in pasto a chi oggi è alla ricerca del colpevole su cui scaricare ogni tipologia di torto ricevuto. Si perché spesso si è abituati ad agire di pancia più che con la testa>>. Esordisce così, in un lungo post sui social, Gennaro Saiello consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle.

<<Personalmente mi stringo ai lavoratori e credo che dopo l’ultimo tavolo governativo in cui erano presenti 3 ministri e il premier Conte, alla luce dell’ennesima risposta negativa dell’azienda, sia necessario lavorare e spingere per la costruzione di un’alternativa solida che possa garantire l’occupazione ai lavoratori e lo sviluppo per il nostro territorio – dice Saiello – Il governo negli ultimi 2 anni ha fatto il massimo, tutto il possibile, mettendo in campo ogni strumento a sua disposizione per far tornare Whirlpool sui propri passi ma a nulla è servito. (100 milioni di euro il governo tra fondi, incentivi e decontribuzioni e 20 milioni la regione)>>

<<È quindi prioritario ora lavorare a nuove strade per garantire futuro a queste persone – continua – I problemi sul sito napoletano non sono nati nel 2018 quando siamo arrivati al governo del paese ma come comfermato da diversi lavoratori e sindacati, le prime avvisaglie già c’erano state dal 2013 in poi senza che mai sia stata trovata una soluzione, tant’è che già si parlava di solidarietà e di incentivi ai lavoratori in uscita. Ma questa è storia vecchia e non risolve l’attuale>>

<<La vertenza Whirlpool mette in risalto i limiti di un sistema europeo che in nome del principio del libero mercato non consente agli Stati membri di avere strumenti idonei per difendere il proprio territorio anche dal comportamento di aziende o multinazionali che dopo aver usufruito negli anni di aiuti pubblici e dopo aver firmato accordi con le istituzioni ad un certo punto decidono di andare via, di Delocalizzare e spostare la produzione o parte di essa altrove>>

<<Via quindi non per fallimento ma per scelte di politica industriale – continua il consigliere regionale – Qualcuno dirà si ma siamo nel campo privato della libertà d’impresa. È vero ma quella libertà deve necessariamente trovare un bilanciamento nel rispetto verso le istituzioni italiane, verso lo stato e la regione che per garantire negli anni la permanenza, lo sviluppo e il rilancio hanno investito denaro pubblico e garantito agevolazioni fiscali. Purtroppo abbiamo visto che non ci sono strumenti efficaci>>

<<Mancano regole comuni, il costo del lavoro è diverso da paese a paese, non esiste un salario minimo europeo e stessa cosa vale per l’imposizione fiscale. Tutti presupposti spesso alla base dei problemi di questo genere – e termina – C’è tanta strada da fare ma oggi i lavoratori chiedono giustamente risposte. Bisogna fare presto. Bisogna prospettare il futuro ricreando presupposti validi affinché possano arrivare nuove realtà. Imprenditori pronti a subentrare e a sviluppare piani industriali lungimiranti e solidi. Le istituzioni sono pronte ad accompagnare questo processo>>

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...