Covid. Ariola: “Con il Natale la questione diventa ancora più delicata”

Il Coronavirus ha letteralmente spazzato via ogni certezza. I cittadini sono spaventati e le istituzioni stanno facendo il possibile per arginare la diffusione di questo virus maledetto. Cosa ci aspetta per Natale. Cosa sarebbe opportuno fare? Chiudere, aprire di nuovo, mantenere le restrizioni che stiamo vivendo?. <<Sono giorni in cui, ancora una volta, come succede da marzo, si sta decidendo del destino delle nostre abitudini. Avvicinandosi il Natale, la questione si fa quanto mai delicata>>. Queste sono le parole di Raffaele Ariola Direttore della nota testata giornalistica campana “Sciscianonotizie.it”.

<<Il ministro della Salute Roberto Speranza, illustrando al Senato le misure del prossimo dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato dal ministero, dal commissario straordinario per l’emergenza, dall’Istituto superiore di sanità e dall’Aifa, ha spiegato che per le feste le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche nel quadro di un coordinamento europeo – dice il Direttore – Saranno, dunque, disincentivati gli spostamenti tra le regioni il 25, 26 dicembre e primo gennaio, limitando anche gli spostamenti tra comuni. La direzione è evidente: limitare il più possibile i contatti tra le persone. Nel governo sembra essere chiara l’intenzione di evitare il devastante “liberi tutti” dell’estate, affrontando così le feste natalizie con un attento rigore per scongiurare nuove chiusure a gennaio>>

<<Vivremo, dunque, le festività natalizie blindate: niente ricongiungimenti familiari e visite ai nonni, niente seconde case, e in più, la misura sarà inasprita a Natale, Santo Stefano e primo gennaio, quando sarà proibito lasciare il proprio comune.>>

<<Tutti siamo coscienti che la tanto temuta terza ondata non è un destino ineluttabile, dipende da noi e non è detto che arrivi. Un dato è certamente incoraggiante, il famoso indice Rt è passato da 1,7 a 1,08 in 4 settimane e le previsioni indicano che possa scendere a breve sotto l’1 – continua AriolaE’ facile intuire che dovremo convivere ancora con il virus, ma ora è il momento di resistere, ci suggeriscono gli illustri virologi che oramai hanno monopolizzato i media, il nostro comportamento singolo e collettivo determina la circolazione del virus>>.

<<Non sarà un Natale normale, non potrà esserlo. Ma oggi viviamo qualcosa di simile a un lockdowon politico e culturale con inevitabili ripercussioni sociali ed economiche. Il dibattito pubblico è totalmente monopolizzato dalla sanità: tamponi, posti letto in terapia intensiva, i primi vaccini in arrivo a gennaio, l’Rt, i 21 parametri. Una necessità imposta dalla lotta contro il covid – dice il direttore di Sciscianonotizie.itIl governo Conte è riuscito nella prima ondata a identificarsi con le attese di un Paese preoccupato e spaventato, oggi è vicino all’epicentro della crisi, dove si scaricano tutti i contrasti, le contraddizioni, le spaccature>>.

Una situazione complessa da gestire, quali ripercussioni rischiamo di avere in termini economici e sociali?<<Metabolizzate le restrizioni natalizie non resta che capire un po’ meglio che futuro ci aspetta, e la preoccupazione più evidente riguarda i danni certi del Covid alla nostra economia e alla nostra società. Quali saranno le caratteristiche della possibile ripresa nel 2021? E quali le politiche per costruire scenari più favorevoli? La conta dei danni non è di poco conto – afferma AriolaLa recessione indotta dalla pandemia farà cadere il Pil italiano di circa dieci punti. E’ evidente che le chiusure hanno prodotto una caduta dell’occupazione molto più forte al Sud: il 4,5% nei primi tre trimestri, il triplo che al Nord, i giovani e le donne i più colpiti. L’effetto del Covid è estremamente crudele per i suoi tragici effetti sanitari, con il numero di quanti si sono ammalati e sono morti; e perché i suoi effetti economici, inevitabilmente colpiscono di più le componenti più deboli della nostra società>>

<<Bene essere preoccupati ma è indispensabile nutrire fiducia – ci tiene a dire il direttore di Sciscianonotizie.itCredo che sia opportuno incidere su quelle condizioni strutturali che rallentano lo sviluppo dell’economia e sulle quali ben poco si è fatto negli ultimi venti anni. Potenziando, ad esempio, le linee urbane e di collegamento, valorizzando le attività energetiche, agroindustriali, logistiche e accrescendo i livelli di formazione e di istruzione sia dei giovani che di coloro che già lavorano – e continua – Fondamentali investimenti pubblici che aprirebbero la strada anche per gli investimenti privati. In definitiva, è senza dubbio importante un convincente programma di assistenza e di ripresa, affinché si possa evitare il rischio più grande che si sta profilando nella nostra società: il timore che un possibile danno alla salute si trasformi nell’ossessione di una tragedia inevitabile per la nostra economia>>

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