Bolzano. Al fine di contrastare i fenomeni fraudolenti nel settore del commercio di articoli elettronici e di altri macchinari, i funzionari ADM del servizio antifrode di Bolzano hanno elaborato un percorso di indagine finalizzato all’individuazione, attraverso le banche dati in uso all’Agenzia, di soggetti che risultano aver effettuato acquisti intracomunitari, aver rivenduto tali prodotti in Italia ad altre società e non aver versato l’IVA derivante da suddette transazioni. L’attività intrapresa ha portato all’apertura di diversi procedimenti penali ed all’effettuazione di numerosi controlli al fine di accertare la corretta applicazione dell´IVA intracomunitaria prevista dalla normativa di cui alla legge 427/1993. Tale attività ha fatto emergere un complesso carosello fiscale basato sulla commercializzazione di materiale elettronico acquistato da fornitori comunitari e fatto circolare “cartolarmente” sul territorio nazionale tra soggetti “missing trader” e “buffer” attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, quantomeno dal punto di vista soggettivo, che vede per l’appunto coinvolta la società sottoposta a verifica la quale ha effettuato acquisti intracomunitari, negli anni 2017-2018- 2019-2020 di materiale elettronico, per lo più materiale fotografico, per un imponibile di circa 24 milioni di euro, omettendo di presentare le dichiarazioni IVA  e non versando l’IVA relativa derivata dalle cessioni per un importo di € 10.470.908. La società e il proprio legale rappresentante sono stati segnalati all’autorità Giudiziaria.

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