Cannavacciuolo: “Revocate l’autorizzazione integrata ambientale alla New Green Fuel”

Il grido di allarme del noto ambientalista campano, Alessandro Cannavacciuolo, diffuso in un comunicato con l’obiettivo di far revocare l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla New Green Fuel. Premesso che siamo a disposizione di eventuali chiarimenti di terzi riportiamo di seguito quanto dichiarato dal noto attivista Cannavacciuolo.

<<Il 23 Febbraio scorso la Giunta Regionale Campania con decreto n. 38, emetteva Autorizzazione Integrata Ambientale alla società New Green Fuel srl, per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano ottenuto dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti e produzione di compost mediante trattamento biologico, in zona ASI del Comune di Acerra loc. Pantano, nel perimetro della NGP spa, ex Montefibre spa. Tale decreto susseguiva al parere favorevole dell’ASI del 15 Luglio dell’anno scorso, prot. n. 3069. Il parere favorevole del Consorzio ASI del 15 Luglio 2020 protocollo 3069, inviato via pec alla Giunta Regione Campania, Staff Tecnico Amministrativo valutazioni Ambientali (procedura AIA New Green Fuel srl) contiene i dati catastali della particella, ove dovrà essere ubicato l’impianto in questione e precisamente foglio 27 particella 560. Tale particella risulta soppressa (inesistente) in data 27 marzo 2019, oltre un anno prima della data stessa del parere favorevole ossia 12 luglio 2020, con pratica catastale n. 93527.1/2019 del 27 marzo 2019, in atti del catasto con protocollo n. NA 0093527 del 27 marzo 2019. Il Consorzio ASI, nell’ambito del parere sopra menzionato, cita il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Acerra, con il quale si certifica che il lotto, oggetto dell’intervento, ricade in zona D piano ASI e non a “verde”. Sorge spontaneo sapere come mai il comune di Acerra rilascia un certificato di destinazione urbanistica su una particella soppressa. La particella indicata nel parere del consorzio ASI del 15 luglio 2020 foglio 27 p.lla 560 (Soppressa ben oltre un anno prima dal rilascio del parere stesso) risulta provenire da un accatastamento fatto dalla società Italiana Poliestere ex fibra del Sud, con destinazione ente urbano. Ente urbano, per definizione, identifica un suolo su cui è stato edificato un immobile, e che l’accatastamento avviene in relazione al fabbricato o edificio industriale. Nel caso di specie, l’accatastamento non è mai volturabile e riguarda un aerea annessa ad un lotto più ampio, ove tutte le volumetria sono state già esautorate e con specifica destinazione verde esclusivo ai sensi dell’art 9 lett. G delle norme tecniche di attuazione dello stesso consorzio ASI, che recita “ la superficie del lotto non coperta da fabbricati e da impianti sarà tutta sistemata a verde, secondo apposito progetto da approvare da parte del Consorzio”. E’ implicito che la particella n. 560 foglio 27 ha una destinazione a verde, in contrasto con quanto dichiarato, nel CDU del Comune di Acerra. L’accatastamento con qualità di classe ente urbano della particella 560 foglio 27, permane fino al 31 gennaio 2017; fino al 31 gennaio 2017 era ente urbano annesso a più ampio lotto con volumetria usurata e tutt’ora esistente. Improvvisamente il 2 Febbraio 2017 con pratica Catastale protocollo numero NA 003688 in atti catastale dal 6 Febbraio 2017, la particella 560 del foglio 27, cambia qualità di classe e diventa terreno “incolto”. Un ente urbano annesso ad una attività industriale così inquinante, diviene (miracolosamente) terreno incolto. Ma vi è di più, a distanza di un mese, con prot.llo catastale n. NA 0093527 del 27 marzo 2019 la particella 560 del foglio 27, viene soppressa e vengono generate tre nuove particelle 587,588 e 589 e con questa operazione si cambia magicamente la destinazione urbanistica del suolo ove dovrà essere realizzato l’impianto di compostaggio, occultando la sua qualità di ente urbano e quindi area a verde in tre nuovi lotti da assegnare, coincidenti con i grafici progettuali della società richiedente; I tecnici del Consorzio ASI e i tecnici del Comune di Acerra non possono non sapere, e dunque non è ipotizzabile che sia sfuggita alla loro attenzione la cognizione dei più elementari principi tecnici e giuridici che sottendono al rilascio delle autorizzazioni. Soprattutto nel caso di specie, ove si autorizza un impianto di notevoli dimensioni e di impatto ambientale su un territorio di per sé già martoriato. E’ davvero fuori luogo e ingiustificato che nessuno dei tecnici intervenuti non abbia visionato gli atti, ne tanto meno effettuato una visura catastale storica, ne accertata la legittimazione. Per questi motivi, senza ombra di dubbio, l’ Autorizzazione Integrata Ambientale va revocata>>.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...