Di Gennaro: “Importante chiedere la Cig nei termini previsti”

di Gaetano Fioretti

In questo periodo storico le aziende cercano di avere maggiori informazioni in merito agli ammortizzatori sociali in essere alla luce del calo di fatturato che c’è stato a causa dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del coronavirus. <<Noi consulenti del lavoro abbiamo il compito di interfacciarci con l’Inps ed individuare l’ammortizzatore sociale che spetta all’impresa. Ma bisogna fare attenzione a non fare errori per evitare spiacevoli sorprese per imprenditori e dipendenti>>. Lo dice il dottor Fabio Di Gennaro consulente del lavoro presso “Lex,Com&Labor” studio di consulenza nato nel 2017 a Pomigliano d’Arco. <<Il numero di settimane che si possono richiedere per la cassa integrazione dipende da quanto previsto nei decreti in vigore – dice il Dott. Di Gennaro – attualmente con il decreto 41/2021 si possono chiedere per la cassa integrazione ordinaria (CIGO) 13 settimane dal 1 aprile al 30 giugno mentre per la cassa integrazione in deroga  (CIGD) si possono richiedere 28 settimane che si aggiungono alle 12 settimane richieste tra il 1 Gennaio ed il 31 Marzo 2021 previste dal decreto 78/2020>>. <<Attenzione con il DL Ristori vi sono altre 28 settimane che si aggiungono alle precedenti – continua Fabio Di Gennaro – Se l’imprenditore non ha usufruito delle prime 12 settimane deve richiedere prima le 12 settimane previste dal decreto 78/2020 e poi le 28 settimane di cassa previste dal decreto 41/2021. Così potrà beneficiare di un totale di 40 settimane di cassa integrazione>>. Il problema principale per chi fa impresa in Italia appare sempre la burocrazia. <<Bisognerebbe cancellare i termini perentori previsti per richiedere la cassa integrazione per agevolare le imprese. A causa di queste limitazioni molte aziende si trovano in difficoltà e diverse domande non vengono accettate a causa dello scadere dei termini – afferma il consulente di Lex, Com&Labor – Per questo motivo consigliamo di essere seguiti da un professionista di fiducia che possa monitorare con attenzione lo sviluppo della pratica dall’invio all’accettazione per evitare soprese finali>>. <<Sia se si superano i termini perentori sia se si sbaglia ad individuare l’ammortizzatore sociale a cui può accedere l’impresa possono nascere problemi per l’imprenditore e per i dipendenti che credendo in un paracadute che arriverà si ritrovano senza risorse in un momento critico – continua il Dott. Di Gennaro – Se la domanda è incompleta o vi è qualche errore nella presentazione della stessa e c’è un rigetto da parte dell’ente vi sono 30 giorni di tempo per poterla ripresentare. Diverso è il caso se si superano i termini perentori per poter presentare l’istanza, in questo caso non si potrà presentare più alcuna richiesta per quel periodo.  Per questo bisogna fare attenzione>>.

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