Ecco Ornella Auzino, il futuro della pelletteria Napoletana

di Gaetano Fioretti

<<Sono figlia di pellettieri, mia mamma e mio padre fanno questo lavoro dal 1970>>. Queste le parole di Ornella Auzino, imprenditrice napoletana nel settore della pelletteria che ha avuto la forza di prendere in mano l’azienda di famiglia, passare da 5 a 25 dipendenti e lavorare direttamente per uno dei marchi di lusso più importanti al mondo. Non è stato tutto rose e fiori ma oggi Auzino può vantare una straordinaria esperienza di eccellenza che mette al servizio anche di brand più piccoli. <<Ci sono stati anni d’oro tra il 1980 ed il 1990. C’erano gli ingrossi, si vendeva tantissimo in Italia e veniva tantissima gente dall’estero ad acquistare qui – dice l’imprenditrice napoletana – Papà inizia a produrre i suoi articoli sia di pelle che di sintentico e pelle, lo producevano e lo rivendevano porta a porta. Partiva con il furgone il lunedì e tornava il venerdì, vendeva agli ingrossi di tutta Italia>>. Il papà di Ornella si espande imprenditorialmente fino al 1998/99 poi molte aziende iniziano ad esternalizzare in Cina le produzioni ma lui continua a credere nel Made in Italy, si impunta e vuole rimanere a produrre in Italia. Dopo qualche anno, insieme a scelte imprenditoriali forse poco giuste, crolla tutto il castello che si era costruito. Il Made in Cina inizia ad entrare prepotentemente in Italia ed il suo prodotto diventa fuori mercato. <<Lui non sa reinventarsi, inoltre ha un incidente che lo tiene bloccato tre mesi ed essendo una persona che non ha mai delegato tantissimo si ritrova ad avere l’azienda che crolla a picco – dice Ornella Auzino – Ci ritroviamo catapultati, da una situazione di borghesia media, a non avere i soldi per fare la spesa. Intorno ai 18/19 anni ho vissuto questo primo impatto con quello che era una nuova condizione sociale passando dall’essere benestante, ed avere tante persone intorno, a non avere niente e non contare socialmente più nulla. In quegli anni decido che non volevo fare più questo lavoro>>.

Il ritorno in azienda ed il grande salto di qualità

Circa 12 anni fa la mamma ed il papà di Ornella la richiamano in fabbrica. Era una situazione critica perché lavoravano solo 5 persone e prendevano lavori sottopagati. Lei all’inizio è molto restia poi si lancia in questa nuova avventura incontrando subito difficoltà nel passaggio generazionale. Continuavano a lavorare con tante aziende del territorio, il 2013 fu un anno orribile. Gli vengono commissionati dei lavori da una società di Milano che poi non li paga e un intermediario gli commissiona dei lavori e poi affida tutto ad un concorrente esponendoli a grandi difficoltà. Stavano per chiudere, gli offrivano lavori talmente sottopagati al punto che quasi non riuscivano a pagare neanche gli stipendi alle 4/5 persone che erano rimaste in azienda. Poi la svolta con Ornella che inizia ad affacciarsi ad aziende che sono fuori dalla Campania. <<Tra le aziende che contatto quella che si interessa di più è una realtà che è stata acquisita da un brand del lusso. Mi vengono a visitare, stavamo senza lavoro. Quel giorno lo ricorderò sempre – dice Auzino – Su quattro manager che vengono due si mostrarono un pochino scettici perché videro che non stavamo lavorando, uno di loro ci da fiducia e disse che voleva farci provare dieci borse. Era giugno 2014, esattamente 7 anni fa, e da allora non ci siamo più fermati. L’azienda toscana con cui collaboriamo da 7 anni è stata acquisita da un marchio del lusso molto noto e quindi ora lavoriamo direttamente per Gucci>>. Dopo circa tre anni Ornella capisce che l’azienda doveva crescere anche a livello strutturale quindi sceglie di non comprare casa, di non acquistare l’auto nuova ma di investire tutto e crea un’azienda che potesse dare alle persone la possibilità di stare bene e di lavorare meglio. Prendono un nuovo locale, investono tanto, con i fornitori riescono a gestire tutta la cosa e crescono. <<Da 5 persone diventiamo 25 persone, questa è stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita – dichiara l’imprenditrice napoletana – Ho visto concretamente che le cose si potevano fare, che non era vero quando mi dicevano non sarei riuscita mai a fare queste cose perché ero a Napoli. “Non riuscirai mai a lavorare con una azienda toscana senza raccomandazioni” mi dicevano. Ho sradicato per me stessa e per le persone che me lo chiedono tutta una serie di pregiudizi che ci sono anche verso il territorio>>

L’importanza del web

Poi entra in ballo il mondo del web ed anche in questo Ornella Auzino và controcorrente rispetto al settore. <<Cosa hai a fare il sito se fai il terzista e produci per altri? Mi dicevano. In realtà si è confermata, grazie alla pandemia, l’importanza del web – continua Auzino – la gente non potendosi muovere, non potendo andare alle fiere, non potendo avere intermediari che ti portano in fabbrica va online e cerca ciò di cui ha bisogno>>. <<Il web sta prendendo campo anche nel nostro settore in cui hai bisogno di vedere il terzista, di toccare materiali e di venire in fabbrica – continua – Noi per rassicurare il cliente facciamo fare il tour virtuale dell’azienda, facciamo video man mano che va avanti la produzione e sosteniamo i brand. È possibile vedere tutto sul sito www.ornellaauzino.it. Molti brand mi trovano sul sito e su youtube, anche gli stranieri trovano il tutto molto comodo perché i video sono con i sottotitoli in inglese. Poi ci sono i social che fanno da collante, i brand ci trovano ovunque e restiamo continuamente a disposizione degli imprenditori>>.

Nessun minimo produttivo, tutta la lavorazione fatta internamente all’azienda e cliente seguito passo dopo passo. Alta qualità dei materiali con concerie italiane

<<Noi nel napoletano siamo bravissimi, le nostre aziende lavorano ancora tanto a mano ed insegniamo tanto ai ragazzi che lavorano con noi. Chi è volenteroso può imparare>>. Così Ornella Auzino che precisa che nella sua azienda non si occupano di design. <<Quello che offriamo è tutto quello che viene dal disegno in poi – afferma – quindi lo sviluppo del cartamodello, il prototipo, il campione e tutto quello che può essere una eventuale produzione facendo anche piccole produzioni che molto spesso vengono snobbate perché ovviamente per un impianto produrre 4 borse o 40 è la stessa cosa solo che con 40 si margina>>. Auzino quindi si studia i progetti, vede se possono funzionare e poi regala e da fiducia al brand producendo anche poche borse inizialmente.

<<Il vantaggio principale è la prossimità, a prescindere da dove siamo abbiamo un approccio diretto con il potenziale cliente – continua – Io parlo quasi con tutti e cerco di capire i progetti quasi subito. La seconda cosa importante è il fatto che noi esistiamo come azienda, lavoriamo tutto internamente ed i brand possono stare tranquilli. Questo è un limite perché non posso prendere tanti progetti ma la selezione mi da la possibilità di seguire lavori su cui investo un pochino in più. È come se il cliente avesse un piccolo pezzo della fabbrica a sua disposizione. Il terzo vantaggio è che nella fase della produzione non abbiamo grandi pretese, almeno in fase di startup iniziale. Chiaramente serve un programma e un minimo di organizzazione. Serve una struttura ma non diamo vincoli sul “minimo produttivo” perché teniamo a fare le fasi in modo scorporato e andiamo incontro a chi vuole iniziare>>. Auzino in azienda utilizza prevalentemente pelle bovina, vacchetta, di agnello o montone e da qualche anno sperimentano anche i tessuti. Riescono a soddisfare le esigenze di brand eco sostenibili che ricercano materie prime con basso impatto ambientale e sono continuamente aggiornati per dare un prodotto sostenibile. Le concerie a cui si riferiscono sono tutte italiane.

Il vantaggio di essere napoletana ed il sogno della scuola di formazione

<<Il fatto di essere napoletani da un vantaggio sulla qualità del prodotto. Abbiamo un’elevata capacità artigianale anche su piccoli progetti che richiedono molta più attenzione sotto certi punti di vista – dice Ornella Auzino – Essere cresciuti a Napoli, dove si tende spesso ad arrangiarsi per a trovare soluzioni per qualsiasi cosa, è una marcia in più. Spesso quando ci propongono cose che sembrano impossibili da fare cerchiamo di accontentare i clienti e di sperimentare cose nuove. Quindi vi è la capacità di ascoltare ed andare incontro. Una cosa che riscontrano tutti è il fatto che siamo costantemente in contatto con le persone con cui lavoriamo. Serve dare un “timing” giusto a tutte le lavorazione – e continua – Nei processi di lavorazione la differenza è l’approccio. Abbiamo diviso la ricerca dei materiali, dei fornitori etc. quindi se l’imprenditore ha già i suoi fornitori di pellame per noi non è un problema diversamente se vuole anche questo servizio possiamo presentare i fornitori con cui collaboriamo. Ogni fase è divisa e questo fa maturare anche il brand che si interfaccia con noi>>.

Auzino da qualche anno vorrebbe dar vita ad una scuola di formazione che possa essere utile per i giovani e per reinserire le persone nel mondo del lavoro. Esistono 40enni e 50enni che lavorano nelle fabbriche, hanno grande manualità ma non hanno capacità di utilizzare sistemi all’avanguardia come i nuovi macchinari che sono tutti digitali. La scuola sarà piccolina e in questa fase vuole fungere più da orientamento cercando di fare tornare l’amore per il settore e soprattutto togliere le ombre che ci sono sulla pelletteria napoletana che è eccellenza.

La lotta alla contraffazione che Auzino definisce un cancro un cancro che toglie energia alle cellule sane della società

Ornella non perde un attimo per raccontare che la contraffazione uccide le produzioni italiane, comprando un brand piccolino invece di comprare una borsa contraffatta quel brand piccolo cresce e inevitabilmente non riuscendo a produrre le borse da solo da in gestione la produzione ad un artigiano che quindi può svincolarsi dalla collaborazione esclusiva con il brand grande. <<Se la contraffazione smettesse di dilagare le forze dell’ordine potrebbero lavorare su tanti altri reati. Chi compra il contraffatto in realtà sta uccidendo tutto un sistema sano fatto di piccole aziende come la mia che gioverebbero della crescita di tanti piccoli brand. Tante aziende come me hanno rifiutato di fare certe cose>>. La contraffazione è un problema reale, esporsi contro la contraffazione è stato un fatto di sopravvivenza Ornella Auzino che quando si presenta alle aziende e dice che è napoletana elimina il pregiudizio di chi parte dal fatto che essendo napoletana produce borse false. <<Portare avanti la battaglia contro la contraffazione è un modo di educare le persone a comprare un prodotto sapendo cosa c’è dietro altrimenti la mia figura di produttore non ha valore – continua la giovane imprenditrice campana – Devi sapere che acquistando contraffatto alimenti un circuito in cui si danno i soldi a nero, si sfruttano le persone. Devi pensare che dietro c’è la criminalità organizzata, i prodotti provengono da altri paesi in modo illecito e sono fatti con materiale scadente. Per produrre quei prodotti viene rovinato l’ambiente perché non hanno lo smaltimento legale. Sono soldi che togli all’economia legale, un cancro che toglie energia alle cellule sane della società>>.

Tutto questo è Ornella Auzino che con la sua attività in via Francesco Solimena n.6/10 a Casoria (Napoli) è un faro di speranza per il settore della pelletteria e per chi vuole fare impresa nel Mezzogiorno.

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