Nasce Perle del Vesuvio, pomodoro del piennolo tra tradizione e visione per il futuro

Pomigliano. Avviare un’attività ad aprile 2021 con il Coronavirus che ancora spaventa in un settore tanto importante quanto poco considerato dalle nuove generazioni. E’ la storia di Salvatore Giannino (in foto sulla destra) che insieme a due amici d’infanzia ha lanciato “Perle del Vesuvio”. <<E’ stato un modo per mettere alle spalle un periodo disastroso per l’economia generale e per pensare ad un rilancio immediato e florido. Abbiamo avuto sicuramente coraggio e passione, ma soprattutto visione per un settore che riteniamo prosperoso>>. Queste le parole di Giannino, amministratore dell’azienda che gestisce insieme agli altri due soci. Tre amici di infanzia che hanno iniziato questo percorso circa cinque anni fa quando hanno cominciato a sperimentare e ad assimilare conoscenze. I loro appezzamenti di terra sono tutti nell’area vesuviana precisamente nel “Parco Nazionale del Vesuvio”, un’area con caratteristiche del territorio uniche che rendono tanto speciali i prodotti vesuviani. <<L’azienda si occupa di coltivazione di pomodori per la produzione del piennolo – afferma Salvatore Giannino – L’idea nasce dall’amore per il territorio e dal desiderio di essere al contatto con la zona che più di tutti ci contraddistingue nel mondo, cioè quella vesuviana>>. <<Il nostro punto di forza è il metodo di lavoro, intendo concimazione e protezione dei prodotti che viene effettuata con metodi tradizionali e con prodotti rigorosamente naturali – continua l’amministratore della società – Le persone dovrebbero scegliere prodotti di qualità e sani. Il nostro slogan? Prodotti sani è tutta un altra cosa>>. Intanto il settore agroalimentare è cambiato molto ed è in costante cambiamento. <<L’innovazione e la ricerca sono le caratteristiche che maggiormente hanno portato al cambiamento – dice Giannino – Per il futuro mi aspetto che si dia maggiore importanza alla sperimentazione e si investa nell’innovazione senza però omettere le regole tradizionali che sono essenziali>>. <<Non tutti credono in questo settore perché oggi si preferisce sedere dietro una scrivania – conclude l’imprenditore – Le istituzioni hanno un ruolo importantissimo e dovrebbero fare e investire in questo settore che più di altri rappresenta la tradizione del nostro territorio – e conclude – Ai giovani dico di provarci e credere in quello che fanno, ma soprattutto di sfruttare le risorse del nostro straordinario territorio, simbolo del Made in Italy>>.

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