“La terra risorsa sociale e inclusiva” il dibattito all’Orto Conviviale di Sant’Anastasia

Sant’Anastasia. Appuntamento all’Orto Conviviale con il dibattito “La terra, risorsa sociale e inclusiva contro  le differenze”, domenica 19 settembre alle 10,30.

La terra come inclusione sociale e lavorativa, è questo il punto centrale del dibattito che si terrà domenica 19 settembre alle 10,30 all’Orto Conviviale (via Masseria Macedonia) di Sant’Anastasia. “La terra, risorsa sociale e inclusiva contro  le differenze” è organizzato dal segretario di “Una città in salute” Gianluca Di Matola e da Miriam Corongiu agricoltore dell’Azienda agricola l’Orto Conviviale, ospite del dibattito Giovanni De Luca. Modera la discussione la giornalista Lisa Terranova de “La Provinciaonline”. Domenica si parlerà di come la campagna possa essere strumento d’inclusione e dell’opportunità di inserire nel mondo del lavoro chi troppo spesso viene messo da parte perché considerato “improduttivo” solo perché affetto da una patologia invalidante. Una nazione non deve limitarsi solo ad eliminare le barriere architettoniche ma deve adoperarsi ad abbattere anche quelle “mentali” e  includere nei settori produttivi le persone con disabilità, che possono dare un contributo notevole all’economia del paese. E da dove iniziare se non dalla terra, quel settore primario da dove tutto ha inizio. Il settore agrario ha bisogno di innumerevoli figure professionali, indispensabili dai primissimi momenti della catena produttiva fino alla distribuzione dei prodotti al consumatore finale. È questo, quindi lo spirito dell’iniziativa, quello di sensibilizzare la società civile che la diversità è un concetto che deve rimanere lontano dal genere umano, ma tutti devono godere degli stessi diritti civili. Concetto che ancora oggi, purtroppo, è utopia. Quindi in campo lo scrittore Gianluca Di Matola che spiega<<La società ha bisogno di nuovi modelli identitari, ha bisogno di riconoscersi, di osservare e di comprendere esperienze che facciano crollare stupidi limiti mentali e culturali. L’esperienza che racconteremo in questo incontro pubblico ci offrirà l’occasione per manifestare quanto il non inserimento delle persone con disabilità nel circuito lavorativo e comunitario sia un atto di grave ingiustizia sociale che non ha giustificazioni. La cura della campagna, della terra, da parte delle persone con disabilità, materializza quel concetto di inclusione e partecipazione che vorremmo poter vivere senza doverci battere per ottenerlo. Ognuno di noi, con le proprie possibilità, può contribuire alla crescita del paese. Insomma, la campagna unisce, integra, offre opportunità. La campagna grida, in faccia ai distratti, che le mani sporche di terra sono libertà, uguaglianza>>. L’attivista Miriam Corongiu, che ci apre le porte del suo Orto Conviviale, commenta: <<La terra è oggi fatta oggetto di sfruttamento al pari delle persone con disabilità, delle donne e dei più deboli in generale. È disumana e priva di futuro la visione del mondo secondo la quale chi è meno produttivo diventa scarto. Nell’Orto Conviviale, al contrario, cerchiamo di inventare una comunità in cui non solo le differenze si annullino, ma anche una comunità in cui tutti abbiano un ruolo e un posto in funzione di quello che sono. Ecco perché, insieme a Una Città in Salute, abbiamo scelto di affrontare il tema fondamentale della possibilità occupazionale in agricoltura delle persone con disabilità>>.

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