Poggi, Deloitte: “Ripresa più vicina. Partnership tra imprese e istituzioni per una crescita solida che passi attraverso una transizione innovativa e sostenibile nel mondo del NGEU”


“Il quadro economico positivo e le stime di crescita contenute nella Nadef certificano la ripresa del nostro Paese. Adesso è fondamentale che imprese e istituzioni avviino una solida partnership e lavorino fianco a fianco per cogliere le opportunità di crescita offerte dal Next Generation EU, soprattutto in ambiti prioritari quali innovazione, digitalizzazione ed eco-sostenibilità, generando così l’effetto moltiplicatore sull’economia reale a vantaggio della società”. Lo dichiara Andrea Poggi, Clients & Industries Leader di Deloitte, commentando l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della Nadef, la Nota di aggiornamento al Def che contiene le nuove previsioni economiche e di finanza pubblica e l’aggiornamento degli obiettivi programmatici.
“Il trend positivo – prosegue Poggi – risponde alle aspettative di consumatori ed imprese italiane. Nella nostra ultima analisi “Connect for future – NGEU” abbiamo rilevato infatti un’importante livello di fiducia nei confronti di una ripresa consistente e rapida: il 75% delle organizzazioni intervistate ha previsto un ritorno del fatturato a livelli pre-pandemia entro il 2022, confermato dalle aspettative del 64% dei consumatori. Tutto questo rispecchia la realtà perché, come dichiarato dal premier Mario Draghi, ‘il quadro economico è di gran lunga migliore di quello che pensavamo potesse essere cinque mesi fa ed è la prima conferma che dal problema dell’alto indebitamento si esce prima di tutto con la crescita’”.

Andrea Poggi inoltre evidenzia che “il Governo si sta muovendo con concretezza e lungimiranza per assicurare una ripresa virtuosa al Paese. La fase di avvio è sicuramente quella più importante. Coerentemente con gli impegni presi con l’Unione Europea, sta operando per attuare le riforme necessarie per garantire l’efficacia del PNRR e per generare l’effetto volano sull’economia, evitando di perdere i finanziamenti richiesti. Al tempo stesso, però, guarda alla massimizzazione dei ritorni anche nel breve periodo: interessante è notare come la dinamica del PIL italiano per il 2021 risenta già dell’effetto degli incentivi all’innovazione, alla digitalizzazione e alla transizione ecologica finanziati già con la prima tranche dei fondi del PNRR. Dinamica che sarà via via rafforzata quanto più gli investimenti pubblici di natura strutturale, previsti dal PNRR e dal fondo complementare, daranno il loro impulso”.

Il percorso tracciato dal PNRR è infatti ampiamente iniziato: il 13 agosto la Commissione Europea ha erogato nei confronti dell’Italia un prefinanziamento per un importo del 13% del contributo finanziario complessivo, che ammonta a circa 25 miliardi di euro. Entro la fine di quest’anno il Governo italiano dovrà attuare le prime misure previste dal piano, 51 in totale divise in 24 investimenti e 27 riforme da adottare, iniziative queste “preliminari” che serviranno a gettare le basi affinché il PNRR possa produrre i benefici attesi. In parallelo, il Governo ha anche stanziato – tramite specifici decreti attuativi – le prime risorse su progettualità incluse nel PNRR. A questo proposito, la scelta è stata quella di dare priorità a progetti già in atto, sostituendo a tassi più convenienti i finanziamenti nazionali, quali il Programma “Transizione 4.0” (M1C2) al quale saranno dedicati 1,6 miliardi di euro, i progetti per l’internazionalizzazione delle PMI (1,7 miliardi di euro – M1C2) o lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie (circa 2,7 miliardi di euro – M3C1).

Nel DEF di aprile il governo prevedeva che nel 2021 il PIL sarebbe cresciuto del 4.5%, dopo la riduzione dell’8.9% registrata nel 2020 e che il rapporto tra il deficit e il PIL sarebbe stato dell’11,8%. Le stime contenute nel NADEF prevedono che nell’anno in corso, secondo il governo, il PIL dovrebbe crescere del 6% e il rapporto deficit/PIL, invece, si stima potrà essere del 9.4%, più di due punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di aprile. Questi dati sono anche confermati dall’ultimo Economic Outlook dell’OECD, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, all’interno del quale si prevede per l’Italia una crescita del 5.9% nel 2021 e una stima del 4.1% per il 2022.

Coerentemente con queste previsioni, le imprese italiane dovranno monitorare costantemente le opportunità derivanti dalle nuove esigenze dei consumatori e dai fondi provenienti dal NGEU, innanzitutto in ambito innovazione e sostenibilità, identificando iniziative ed investimenti addizionali e sinergici con quelli del PNRR, fondamentali non solo per la ripartenza ma soprattutto per garantire in futuro la competitività nazionale ed internazionale del reticolato economico italiano. “Le imprese dovranno cogliere questo momento per abbracciare nuovi modelli di business, sempre più innovativi e davvero sostenibili, e per mettere in atto strategie che rompano il tradizionale approccio a silos, adottando una visione eco-sistemica aperta e capace di valorizzare il nostro “Made in Italy”. Si dovranno quindi creare nel quadro del NGEU quelle fondamentali sinergie tra pubblico e privato, sia sugli investimenti che sulle iniziative, in ambiti strategici quali innovazione, digitalizzazione e sostenibilità; sinergie che saranno in grado di dare solidità ad una ripresa non solo economica ma anche e soprattutto sociale, per ridisegnare in positivo il contesto imprenditoriale ed il vivere comune.” conclude Poggi.

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