Napoli. Oggi la presentazione di “Fake? No Grazie”

Napoli. La passione può diventare un lavoro ed i valori in cui si crede possono trasformarsi in vere e proprie missioni. Tutto questo si traduce in “Fake? No Grazie”, l’ultimo libro di Ornella Auzino che sarà oggi alle 18:30 nella libreria “A&MBookstore” di via Duomo, a Napoli. Napoletana, imprenditrice e sognatrice, Auzino da anni si batte contro la contraffazione e porta avanti la sua battaglia mettendoci la faccia e spiegando, senza peli sulla lingua, il mondo che c’è dietro una borsa contraffatta. <<Ho 41 anni e tanti fallimenti alle spalle, che mi hanno insegnato come realizzare i miei sogni. Negli anni ’70 mia madre e mio padre mettono su una fabbrica di borse, il Made in Italy era un baluardo da portare avanti e di cui fregiarsi – dice Auzino – poi arriva il tracollo finanziario e il fallimento economico di mio padre. Anni difficili che mi fanno allontanare dall’idea di restare in fabbrica e fare di quello il mio lavoro>>. E’ noto che i momenti difficili sono occasioni ghiotte per chi delinque, la criminalità indossa i panni dell’opportunità e propina i suoi sporchi affari presentandoli come occasione per andare avanti. <<Negli anni in cui la mia famiglia è in difficoltà viene spesso proposto ai miei genitori di produrre borse false. Hanno sempre rifiutato – continua l’imprenditrice di Casoria – Con il passare del tempo mi sono sempre più convinta che la contraffazione era troppo sottovalutata al punto da essere messa in un angolo, come fenomeno per poveri e che non toccava i brand copiati. Poi arriva il web, i social e tutto cambia>>. Dopo aver passato qualche anno fuori dalla fabbrica Ornella ci rientra circa 15 anni fa e si scontra con i mille luoghi comuni sull’essere napoletana e produrre borse. Nasce così “Fake? No, Grazie” un libro fatto per raccontare quello che non si conosce del mondo della contraffazione ed i danni che crea al Made in Italy. <<C’è una storia dietro ogni borsa. Comprare borse contraffatte significa distruggere sogni di designer e brand e mortificare la professionalità degli artigiani – si legge nel libro di Ornella Auzino che si chiede – Si può salvare il Made in Italy? Penso e spero di si – e conclude – una volta letto questo libro non si guarderà mai più una borsa allo stesso modo>>.

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