Ambientalisti contro Calenda, il leader di Azione difende il termovalorizzatore di Acerra

di Gaetano Fioretti

Due giorni fa il leader di Azione, Carlo Calenda, ha visitato il termovalorizzatore di Acerra definendolo un “gioiello tecnologico” ed affermando che “la prevenzione contro i termovalorizzatori è del tutto folle”. Calenda ha difeso il termovalorizzatore di Acerra dicendo che ci vorrebbe un impianto del genere a Roma e che l’Italia avrebbe bisogno di 11 strutture di termovalorizzazione del genere. Questa la politica di Azione ma gli ambientalisti si sono schierati contro il leader politico diffondendo un comunicato che smentisce, punto per punto, quanto affermato da Calenda. Di seguito la nota diffusa dai Volontari Antiroghi di Acerra, storica associazione che si batte da anni per combattere l’inquinamento ambientale:

“In qualità di associazione ambientalista da anni presente ed operante sul territorio di Acerra e non, intendiamo manifestare il nostro dissenso rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal leader di Azione Carlo Calenda che, in occasione di un suo tour in Campania, ha fatto visita all’inceneritore di Acerra, esaltandone doti e qualità su cui ci sentiamo di dissentire.
Partiamo col segnalare un dato numerico di non secondaria importanza cioè che l’inceneritore, ubicato sul nostro territorio, non brucia settecento mila tonnellate di rifiuti l’anno, bensì molto di più e non si tratta del solo “rifiuto secco non riciclabile”, come afferma Calenda, ma anche del cosiddetto TAL QUALE (rifiuto dal quale non sono state selezionate a monte le diverse frazioni cioè: organica, riciclabile e recuperabile).
Una prova tangibile di quanto affermato è stato lo smaltimento presso l’impianto, dei rifiuti accumulati per le strade della città di Napoli in occasione di una manutenzione al TMV di Acerra.
Inoltre è opportuno ricordare come il suddetto quantitativo di rifiuti smaltiti è di circa il doppio rispetto alla media degli inceneritori ubicati in altre città europee dove sono inseriti, tra l’altro, in contesti con storia e pressioni ambientali completamente differenti a quelli che caratterizzano il territorio acerrano, territorio già piuttosto martoriato dal dramma dell’inquinamento partendo dall’interramento dei rifiuti fino a giungere ai roghi tossici che ogni giorno imperversano la periferia nostrana e le migliaia di discariche abusive disseminate ovunque..
Senza dimenticare l’elevato numero di insediamenti impattanti presenti nell’area industriale tra cui una centrale a biomasse tra le più grandi in Europa nelle immediate vicinanze.
Ora, far passare un impianto d’incenerimento come un gioiello per la gestione virtuosa dei rifiuti è un comportamento, che potremmo definire, scorretto nei confronti dei cittadini. Come non sono del tutto corrette le informazioni circa i sistemi di filtraggio che sicuramente sono utili a trattenere una parte delle particelle rilasciate dalla combustione (almeno quelle di dimensioni più grandi) ma, non evitano la fuoriuscita di quelle più piccole ed altrettanto cariche di inquinanti.
Insomma da quei camini non esce né ossigeno né vapore acqueo!
Non del tutto complete sono, inoltre, le informazioni del leader di Azione rispetto ai vantaggi per i cittadini derivanti dalla produzione di energia elettrica la quale, infatti, grava in ogni caso sui contribuenti se consideriamo il pagamento in bolletta della quota relativa ai famosi CIP6 previsti dalla delibera del “Comitato interministeriale dei prezzi” adottata nel ’92 in attuazione alle legge 9/1991 e con la quale si stabilirono i contributi per incentivare la produzione di energia elettrica con impianti alimentati da fonti rinnovabili ed “assimilate”. Per i cittadini acerrani non è mai arrivato quel sostanziale risparmio in bolletta promesso anche da certa politica per accaparrarsi benevolenza e consensi.
Insomma ancora una volta i cittadini subiscono oltre al danno anche la beffa.
Infine quando si parla della teoria del Nimby attribuendo agli ambientalisti la colpa dei reiterati “NO” rispetto all’insediamento di determinati impianti è giusto precisare che la contrarietà nasce non solo rispetto alla natura dell’impianto stesso, ma anche rispetto, e talvolta soprattutto, alla loro gestione troppo spesso improntata alla produzione del profitto economico, e ci duole aggiungere, anche caratterizzata da uno scarso controllo da parte delle autorità preposte. Infatti, proprio inerentemente all’inceneritore di Acerra, ricordiamo che in occasione di una ispezione tenutasi alcuni anni fa con rappresentanti delle istituzioni nazionali e a cui presero parte taluni dei nostri volontari, fu notata la presenza considerevole di rifiuti come pneumatici, plastiche e lastre radiografiche non conforme alla tipologia di rifiuti ammessa.
Ragion per cui ci chiediamo: chi controlla questi impianti? Chi controlla i rifiuti che vengono immessi all’interno?
Insomma all’onorevole Calenda vorremmo dire che noi non crediamo, purtroppo per lui, alla favoletta del gioiello tecnologico e lo invitiamo a vivere, con maggiore presenza e vicinanza fisica, il dramma ambientale a cui quotidianamente assiste questa terra, la nostra terra, con forti ripercussione sulla salute e sulla qualità della vita”.

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