Automotive. Attivo Fiom-Cgil a Pomigliano su futuro settore

Napoli. “Il Governo da tempo è assente sulle politiche industriali, in particolare nel settore dell’automotive. Non sono chiari gli investimenti che Stellantis, che rappresenta in Campania il polo piú importante, vuole mettere in campo. Se non saranno supportati anche da politiche industriali adeguate, rischiano di non produrre gli effetti sperati”.  Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo all’attivo organizzato dalla Fiom Campania e Napoli a Pomigliano d’Arco sul futuro dell’automotive.

“Il partner francese di Stellantis, la Peugeot – ha aggiunto Ricci – sta scommettendo su due modelli di punta in Francia che guardano all’orizzonte dei motori elettrici. In questo contesto, ancora non appare chiaro quanto potranno essere penalizzati i siti italiani, ma una preoccupazione la avvertiamo. Melfi dovrebbe essere la scelta di sito per rilanciare 4 modelli innovativi che guardano alla transizione ecologica, Termoli dovrebbe essere la sede della Gig Factory per le batterie. Non appare ancora chiaro, invece, quale sarà il ruolo degli stabilimenti di Pomigliano e Pratola Serra. L’idea di investire, per esempio, sul Suv Tonale a Pomigliano e di riconvertire la produzione del diesel a Pratola Serra, conferma le nostre preoccupazioni”. “Ci sono migliaia di addetti diretti, dell’indotto e della componentistica tra i vari stabilimenti campani che chiedono risposte. Per questo – ha concluso Ricci – la campagna che la Fiom ha avviato sul futuro dell’automotive é importante, anche per stimolare la giusta sensibilità da parte del governo e delle istituzioni locali. Nella manovra economica, manca un’idea di politica industriale che punti a salvaguardare i grandi impianti produttivi del mezzogiorno. La Regione, dal canto suo, non ha attivato gli strumenti necessari per rilanciare la vocazione industriale del nostro territorio”.

“Stellantis – ha affermato Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive – ha annunciato la presentazione del nuovo piano strategico il primo marzo del 2022.  Noi chiediamo l’apertura di un confronto immediato con l’amministratore delegato di Stellantis per riportare a pieno regime gli stabilimenti italiani. La capacità istallata degli stabilimenti italiani è di un milione e mezzo di veicoli, ma attualmente se me producono in media 700mila, meno della metà”. 

“C’è una grossa incognita – secondo De Palma – sul futuro degli stabilimenti Stellantis in Campania: in tutti gli stabilimenti di Pomigliano, Nola e Pratola Serra continua il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per Pomigliano non basta solo l’avvio della linea del Tonale, occorre garantire anche la produzione della Panda per il prossimo futuro. E servono prospettive nella transizione nello stabilimento di Pratola Serra dove si producono motori diesel”.

“L’assemblea di oggi – ha concluso – lancia un messaggio molto importante a Stellantis e al Governo. Serve un piano straordinario per l’automotive in Italia. Chiediamo l’apertura di un confronto vero con il Governo, Stellantis e le organizzazioni sindacali. Il futuro produttivo e occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di Stellantis e di tutta la filiera della componentistica si decide adesso”. 

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