Bobble Bobble, da commercianti a primi produttori europei di Bubble Tea

“La prima volta che abbiamo assaggiato il Bubble Tea non è stata una bella esperienza, si presentava con un gusto molto particolare. Ma quella notte abbiamo deciso che avremmo creato il nostro business intorno a questo prodotto”. Una storia che fa rabbrividire quella di Simone Simonelli e Nicolò Ossino, due giovani ragazzi che il 2 dicembre di quattro anni fa decidono di aprire un negozio di Bubble Tea. Il primo passo fu capire come occidentalizzare il prodotto, la paura di non riuscire a pagare neanche le spese di gestione era tanta ma in poco tempo il successo bussò alla loro porta. Il Bubble Tea nasce in Taiwan negli anni ’80 come una bevanda, calda o fredda, composta da latte, tea e perle di farina di tapioca. Successivamente evoluta con la creazione di “palline” scoppiettanti di sciroppo alla frutta e topping anch’essi a base fruttata. “In una ventina di giorni nacque l’attività – affermano Nicolò e Simone – fu un successo incontenibile che portò il negozio ad essere conosciuto in tutta la Toscana. Tutto questo arrivò alle orecchie di alcuni imprenditori della stessa regione che decisero di sposare il format e il brand investendo nella formula vincente di franchising proposta da Bobble Bobble – e ancora – Da li a poco l’espansione si propagò a macchia d’olio, Bobble Bobble era presente dalla Valle d’Aosta alla Sicilia”. Non solo Bubble Tea, ma anche buonissimi caffè in stile americano insaporiti al caramello, al biscotto e al latte, bevande fresche, fruttate e frizzanti, snacks americani e asiatici, limited edition estive ed invernali. Bobble Bobble è diventato senza alcun dubbio il portavoce italiano dello Street Drink&Food. La stima delle aperture di nuovi punti vendita “Bobble Bobble” si attesta sulle 20 aperture nel 2022 oltre ai 16 negozi già esistenti. Tutto bello quando improvvisamente arriva il Coronavirus. La rete in franchising “Bobble Bobble” è cresciuta talmente velocemente che la quantità di materie prime richieste agli importatori diventò quasi ingestibile. Il problema del prodotto Bubble Tea è che essendo una bevanda nata in Taiwan tutti gli ingredienti che la compongono vengono prodotti in Cina ed esportati in Europa e negli altri continenti con le difficoltà tipiche di tutte le esportazioni in genere, soprattutto dai paesi asiatici. Questo problema si traduce in pagamenti anticipati di interi container di merce, decine di migliaia di euro, spese di spedizione da capogiro, tempi di attesa non inferiori ai 4 mesi. Il lockdown ha amplificato tutte queste problematiche ma ha dato anche la possibilità ad imprenditori lungimiranti di creare le basi per costruire il futuro. “Abbiamo deciso di costruire il primo laboratorio alimentare in Europa per la produzione di Bubble Tea. Tantissime difficoltà iniziali ma grazie a noi molti rivenditori di Bubble Tea non hanno chiuso l’attività durante la pandemia. Aromi italiani, materie prima italiane, la qualità di una pulizia e di un lavoro fatto come si deve fare, soprattutto nel delicato mondo della produzione alimentare – concludono Simone e Nicolo – il Made In Italy non ci ha messo molto ad imporsi sul mercato”. Da commercianti ad industriali, questa la storia dei fondatori di Bobble Bobble che oggi è l’unica azienda di produzione di palline e sciroppi per il Bubble Tea in Europa.

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