Riccio: “Bene con M5S. Io sindaco? pensiamo alla città”

di Gaetano Fioretti

Pomigliano. A poco più di un anno dalle elezioni ne sono successe di cose nella città delle fabbriche. Le amministrative pomiglianesi rappresentarono un appuntamento elettorale particolare, lanciarono il laboratorio giallorosso che ebbe un risalto mediatico nazionale. Movimento 5 Stelle e Partito Democratico insieme per governare la città, abbiamo fatto alcune domande all’avvocato Eduardo Riccio, vicesindaco di Pomigliano.

Funziona la convivenza con il Movimento 5 Stelle?

La convergenza elettorale tra il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle rappresenta attualmente la più diffusa compagine di governo delle città nel campo del riformismo. Il Pd torna a parlare e a rapportarsi con quel pezzo di elettorato scontento e disilluso, organizzando nuove forme di discussione come le agorà e riconquistando un atteggiamento più popolare, di piazza, di riflessione politica percepita nel mondo reale. Il Movimento 5 Stelle, al contempo, vive un momento di evoluzione della propria forma rappresentativa e si lascia lentamente alle spalle quel clima di giustizialismo e propaganda che ne aveva caratterizzato le origini. Questo rappresenta un dato di evoluzione politica che accompagnato ad una comunanza di temi quali il welfare, la giustizia sociale, lo sviluppo economico accompagnato a pari passo da elementi di evoluzione tecnologica e di sostenibilità ambientale rappresentano senza dubbio la sfida che nel nostro tempo le forze politiche che si riconoscono nel campo del progressismo e del riformismo devono accogliere. Senza dubbio questa alleanza elettorale acquisirà maggiore rappresentanza politica quando guarderà con attenzione alle forze moderate e riformiste, aprendo un dialogo costruttivo e socialmente rappresentativo. Un compito che, soprattutto nelle realtà locali, rappresenta storia, identità ed umore di una comunità.

Inchiesta della DDA tocca anche Pomigliano. Un suo pensiero a riguardo

Le notizie che si apprendono a mezzo stampa su presunte e pesanti irregolarità nell’affidamento di alcuni appalti avvenuti tra il 2018 e il 2020 a cooperative nell’ambito dei servizi sociali con addirittura l’ipotesi di infiltrazioni camorristiche, sembrano riguardare realtà ben più estese di quella di Pomigliano d’Arco, che va dalla provincia di Napoli a quella di Caserta. Viviamo in un territorio, quello della Campania e del Sud, purtroppo spesso esposto al pericolo di condizionamento e di infiltrazione nella cosa pubblica che come amministrazione ci impegniamo quotidianamente a tenere lontano nel segno della discontinuità formale e sostanziale in tutte le pratiche amministrative. Dispiace non poco trovare il nome della propria città a frequenza costante sui quotidiani per notizie di questa portata. Restiamo fiduciosi nell’operato degli inquirenti e della magistratura, che con spirito garantista e di giustizia faranno il loro corso.

Ma veramente vuole fare il sindaco?

Questa domanda si ripete con ritmo incalzante. Io credo che quando si hanno responsabilità di governo della città ci si debba concentrare, innanzitutto, sul fare bene quello per cui si è chiamati. La serietà e la responsabilità delle istituzioni impongono un’attenzione particolare ed un impegno quotidiano sui problemi della città che non lascia spazio né a lusinghe né a posizioni strumentali. In qualità di vicesindaco con delega al bilancio, programmazione e finanze resto a disposizione, sempre, di tutte le forze politiche e soprattutto dei cittadini per momenti di dialogo, confronto ed anche di critica costruttiva

Puc, che novità ci sono a riguardo?

Il Piano Urbanistico Comunale ha rappresentato, fin dal primo momento, un obiettivo importante per questa Amministrazione. Uno strumento di cui la città ha bisogno da tempo, con regole certe, note ed uguali per tutti. Si tratta di un piano di sostanziale riqualificazione della città, che pone particolare attenzione alle aree periurbane, con la possibilità di dotare gli insediamenti residenziali delle periferie di servizi ed infrastrutture. Una sfida sociale, politica ed anche imprenditoriale, che dà la possibilità di investire concretamente sullo sviluppo armonico della città. Daremo una risposta importantissima a tante famiglie con la possibilità di frazionare le unità immobiliari esistenti per un’esigenza stimata di circa 800 richieste. Poco più di 200 sono invece gli appartamenti di nuova costruzione che potranno essere realizzati. Incideremo fortemente anche su due questioni che sono fortemente sentite: le aree verdi ed i parcheggi, che rappresentano non sono standard urbanistici che negli anni non sono stati realizzati, ma indici concreti di vivibilità della città. Abbiamo concluso da poco la fase delle controdeduzioni al piano strutturale e ci apprestiamo a trasmettere il piano alla città metropolitana di Napoli per il parere di conformità. Seguirà poi un importante passaggio in consiglio comunale prima di iniziare a lavorare alla parte operativa del piano, che disegnerà nel dettaglio lo sviluppo della città dei prossimi 20 anni.

C’è stato tanto clamore in passato in merito alle piste ciclabili. Qual è la vostra idea?

Le piste ciclabili che vediamo in città sono un chiaro esempio della mancanza di visione e programmazione a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Di per sé il principio e l’obiettivo di tendere verso una mobilità sostenibile e green è certamente da perseguire, ma attraverso un percorso ed una progettazione da calare progressivamente in città e dialogando con essa. Le piste attualmente esistenti sono in molti casi inutilizzabili ed inutilizzate, pericolose e causa di ulteriore congestione del traffico veicolare. Per questo abbiamo ripreso la vecchia progettazione alla quale apporteremo dei correttivi strutturali, pur consapevoli che trattandosi di un’opera in parte finanziata da altri enti ed in particolare dall’allora ministero dell’ambiente, oggi ministero della transizione ecologica, dovremo attenerci ad alcuni vincoli.

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