Ambiente. Nasce il “Biologo di Comunità”: una nuova figura professionale al servizio della rivoluzione verde

Il 4 febbraio, la presentazione in Senato con il presidente dell’ONB D’Anna, i sindaci delle principali città metropolitane e i membri dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI)

ROMA. Nasce il “Biologo di Comunità“, un “professionista trasversale, multidisciplinare” che, per il sen. Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, se opportunamente coinvolto, potrà “assumere ruoli altamente innovativi nella pubblica amministrazione operando nei programmi di protezione, manutenzione e gestione del territorio; tutela e valorizzazione ambientale; igiene e profilassi pubblica; protezione della flora e della fauna; controllo degli scarichi delle acque, delle emissioni atmosferiche e sonore, fino alla gestione del ciclo dei rifiuti”. Azioni basilari, queste, secondo il rappresentante dei Biologi italiani: “per dare coerenza alle strategie per la cosiddetta ‘rivoluzione verde’ ed accelerare il percorso della transizione ecologica attraverso un supporto operativo alle misure del PNRR”.

La nuova figura professionale sarà presentata il prossimo venerdì 4 febbraio (dalle 15.30 alle 18.30), a Roma, nell’aula “Zuccari” del Senato della Repubblica dove il presidente dell’ONB D’Anna, accompagnato dai rappresentanti del Coordinamento Nazionale dei Biologi Ambientali (CNBA) e dai vertici dell’associazione l’Altritalia Ambiente, incontrerà i sindaci delle principali città metropolitane, nonché i membri dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).  

“E’ importante che gli enti locali investano sui Biologi di Comunità il cui impiego nella PA non solo consentirebbe l’adozione di più efficaci strumenti di protezione e valorizzazione della Biodiversità, ma agevolerebbe anche l’accesso alle risorse economiche messe a disposizione dall’Ue e dai governi in tema di sviluppo sostenibile” conclude D’Anna.

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