Spinta italiana ai fondi di Private Equity. Vecchione: “Grande opportunità per le imprese”

Secondo uno studio realizzato da Boston Consulting Group (BCG), in collaborazione con iCapital, gli investimenti in private equity saliranno ad 11 trilioni di dollari entro il 2025 e senz’altro l’Italia si giocherà una grande opportunità. Aumenteranno notevolmente gli investimenti privati nei fondi di private equity ed anche i risparmiatori italiani contribuiranno a far crescere questo trend positivo, probabilmente attratti dai rendimenti potenzialmente maggiori rispetto ad altri strumenti tradizionali. In Italia a spingere gli investitori verso i fondi di private equity vi è anche il legislatore che ha abbassato le soglie minime di investimento nei cosiddetti FIA (Fondi di Investimento Alternativi). Mentre prima per gli investitori non professionali che volevano collocare i loro risparmi in un fondo di investimento alternativo la soglia d’ingresso era fissata a 500 mila euro, con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n.19 del 13 gennaio 2022 che entra in vigore oggi, 30 marzo, si è ridotta la soglia d’ingresso a 100 mila euro. In Italia l’anno scorso si è verificato un aumento esponenziale, rispetto al 2020, degli investimenti in private equity e senz’altro i risparmiatori continueranno ad investire in tal senso alla luce della spinta legislativa italiana.
«La Consulenza Direzionale si occupa di ristrutturare l’impresa e di prepararla a una crescita programmata nel tempo. Un’impresa per essere un interlocutore interessante per un fondo di investimento deve dimostrare di essere ben strutturata e di avere una prospettiva di cresctita attendibile, sostenibile e non certo aleatoria». Queste le parole del dottor Vittorio Vecchione dell’insegna Vecchione&Parteners, che si occupa di Consulenza Direzionale alle PMI. «I fondi di investimento fino al 2025 avranno maggiore liquidità ed è per questo che il lavoro che deve fare un imprenditore è quello di farsi affiancare da un Consulente Direzionale per rendere la sua impresa forte, affidabile e sostenibile in vista di un programma di crescita che realizzerà, sia chiaro, a prescindere dal fondo di private equity – e continua – Un imprenditore avveduto ristruttura comunque la sua impresa ed è proprio quando l’azienda diventa piu forte che si manifesta l’attenzione di altri investitori». «In questo caso i fondi di private equity potrebbero scegliere di investire nell’azienda portando capitali e ulteriori competenze per rafforzare e perseguire con maggiore efficacia la crescita che si sta compiendo» conclude Vecchione.

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