Pomigliano. Convegno del PD sul piano industriale Stellantis

Ieri alle 18, presso la Sala capriate della Feltrinelli di Pomigliano, si è tenuto un convegno organizzato dal Partito Democratico e da Agorà Docratiche incentrato sul piano industriale di Stellantis. Dopo l’incontro è stato diffuso il comunicato stampa che segue:

Il piano industriale di Stellantis, destinato a delineare attività, obiettivi e indirizzi aziendali da oggi al 2030, ha un impatto di grandissima importanza per la regione Campania, è decisivo e strategico per la città di Pomigliano d’Arco, è addirittura vitale per migliaia di lavoratori e per le prospettive future di tanti giovani di questi territori.  E’ per questa ragione che l’Agorà del PD Pomiglianese sul lavoro ha invitato i segretari regionali di CGIL (Nicola Ricci), CISL (Doriana Bonavita) e UIL (Giovanni Sgambati), il vice presidente (Fulvio Buonavitacola) e l’assessore a Lavoro e Attività Produttive (Antonio Marchiello) della Regione Campania a discuterne con l’assessore alle Attività Produttive (Domenico La Gatta) e il vice sindaco (Eduardo Riccio)  esponenti del PD impegnati nell’Amministrazione di Pomigliano D’Arco. Come ha detto il coordinatore dell’Agorà (Pietro Romano) l’iniziativa è il primo passo di un lungo cammino.
Nei vari interventi si è registrata unanime convergenza sulla positività dell’imminente avvio della produzione del SUV Tonale a Pomigliano e dell’annunciata permanenza della produzione di Panda fino al 2026. Altrettanta convergenza si è registrata sulla richiesta a Stellantis di chiarire, nel percorso di definizione e dispiegamento di piattaforme e prodotti, quali saranno le produzioni che dal 2026 sostituiranno quelle della Panda, in un auspicabile quadro non di sviluppo e non solo di mantenimento occupazionale.
Per quanto riguarda le politiche nazionali, si è sottolineato che il piano di incentivazioni alla migrazione verso l’auto elettrica deve essere accompagnato da interventi di welfare capaci di dare garanzie ai lavoratori e ai necessari processi di reskilling.
Con riferimento invece alle ricadute e allo sviluppo territoriale, si è sottolineato che la migrazione verso la “carbon neutrality” non riguarda solo processi produttivi e prodotti, ma riguarda una riorganizzazione con bonifica e ristrutturazioni di spazi aziendali e del territorio circostante. Dalla produzione di energia da fonti alternativa, alla mobilità sostenibile (strade di accesso e aree esterne), alla infrastrutturazione per la alimentazione elettrica delle auto …, insomma, insieme agli stabilimenti una città e una regione che accompagnano la transizione ecologica necessaria.  
La Regione intende su questo intervenire di concerto con l’azienda e con le istituzioni locali nell’ambito dei Fondi Sociali di Sviluppo e Coesione oltre che con le possibilità offerte dal PNRR. E in questo quadro che vanno altresì collocate sia iniziative di sostegno e incentivazione alla migrazione per le aziende dell’indotto, sia iniziative di formazione e riskilling del personale.
Una nota stonata si registra invece per le strutture territoriali dedicate alla ricerca industriale (Elasys) per le quali non sono emerse indicazioni.
Quello che alla fine appare sicuramente certo è che nella evoluzione di Stellantis, la separazione fra territorio e lavoratori, fra azienda e istituzioni è finita.
     

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