“Tutelare il Made in Italy? Sanzioni più severe”

Per tutelare la filiera italiana, l’artigianato di qualità ed il nostro amato Made in Italy è necessario intervenire anche a livello normativo prevedendo sanzioni più severe per chi vende capi contraffatti ma anche per i consumatori finali. È convinta che questa sia la strada giusta Ornella Auzino, nota imprenditrice campana che con la sua azienda napoletana lavora per uno dei brand del lusso italiano più importanti del mondo. “Non è possibile che dopo anni di indagini in cui magari si scopre che alcune persone hanno venduto centinaia di capi falsi ed altrettanti consumatori li hanno acquistati si arriva a sanzionare per poche centinaia di euro. Così si distrugge il Made in Italy ma anche una filiera importante che da lavoro o migliaia di persone” tuona l’imprenditrice napoletana. Il giro d’affari che ruota intorno al mercato della contraffazione nel settore moda si aggirerebbe intorno ai 5 miliardi di euro. “Un dato impressionante – afferma Ornella Auzino – da un lato si danneggia il
fatturato delle aziende e dall’altro a farne le spese sono i consumatori, che si illudono di avere prodotti di qualità, e la reputazione del nostro Made in Italy”. Inasprire le pene, per chi commercializza prodotti contraffatti e per chi acquista consapevolmente questi capi alimentando un mercato che è riconducibile alla criminalità organizzata. Questa pare essere la strada da perseguire per molti imprenditori del settore.

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