Pomigliano. Immobile confiscato alla camorra dato in concessione alla Fai Antiracket di Cantone

di Gaetano Fioretti

Contrastare ogni forma di criminalità ed attuare azioni volte a diffondere la cultura della legalità. Questo è senz’altro uno dei principali obiettivi di qualsiasi amministrazione ed il comune di Pomigliano, confermando la concessione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata all’associazione Antiracket di Pomigliano, dimostra che vi è sensibilità politica sul tema. «Il rinnovo della concessione di locali al FAI Antiracket dimostra la volontà della nostra Amministrazione di proseguire un’azione forte e incisiva contro la criminalità a tutti i livelli» ha dichiarato il sindaco Gianluca Del Mastro. La giunta comunale si è riunita nei giorni scorsi ed ha consesso, in comodato d’uso gratuito per due anni, un appartamento all’Associazione FAI Antiracket ed Antiusura “Pomigliano per la Legalità Domenico Noviello”. «E’ una cosa positiva che stavamo aspettando da circa due anni. Per noi è una cosa buona che ci consente di continuare le nostre attività in questo bene confiscato alla camorra» ha dichiarato Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano. Cantone grazie allo sportello attivo in città può svolgere attività di informazione ed assistenza per imprenditori e commercianti che dal 2008 stanno vivendo momenti di crisi profonda. Prima il crollo bancario del 2008, poi la ripresa ed il Covid e ora la guerra in Ucraina che sta destabilizzando l’economia mondiale. Preoccupazione principale del presidente della Fai Pomigliano è di strappare alla criminalità organizzata, all’usura ed all’estorsione sempre più cittadini. «Lo stato in piena pandemia mise a disposizione dei soldi per gli imprenditori in difficoltà ma coloro che erano cattivi pagatori non hanno potuto usufruire di quella legge – ha dichiarato Cantone – Abbiamo avuto un flusso di imprenditori che sono andati sotto usura e l’aumento dell’energia sta mettendo ulteriormente in crisi le imprese». Cantone è impegnato in città nella sua battaglia da 14 anni, da quando nel 2008 denunciò un’estorsione. Da allora è diventato il simbolo dell’imprenditoria che non si piega alle logiche del malaffare. «La criminalità organizzata in questi anni ha aprofittato delle difficoltà di imprese ed attività commerciali – continua Salvatore Cantone – Un imprenditore che è messo alle strette e che non sa come sfamare la famiglia è portato a vendere la propria attività a chiunque. Chi non può accedere a credito bancario ed è in difficoltà non vede davanti a se molte alternative». Senz’altro vi è stato un incremento delle vittime di usura ed estorsione in questi ultimi anni ed il dato, stando a sentire gli addetti ai lavori, cresce ancora. «La crisi che stiamo vivendo dovuta alla guerra in Ucraina ha dato il colpo di grazia – dice per concludere il presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano – Noi in questa sede ascoltiamo tutti, ma parecchi imprenditori e commercianti non sanno che vi è una legge dello stato che con soldi stanziati del Mef aiuta chi è a rischio usura». Se si è in difficoltà non resta che affidarsi a chi da anni è impegnato sul territorio con uno sportello di ascolto ed assistenza per dire no all’estorsione per riprendersi in mano la propria vita.

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