Acerra, ambiente. Cannavacciuolo: “Umiliati e offesi a casa nostra”


«Ho ascoltato e riascoltato diverse volte il discorso del del sindaco e del presidente De Luca e purtroppo non c’è spazio ad alcuna errata interpretazione. “Acerra” è la città più monitorata e controllata d’Italia: “ora ex terra dei fuochi”. Affermazioni lanciate da un piedistallo come se fossero macigni su un popolo inerme. Parole che continuano a gettare sale su ferite che stentano a cicatrizzarsi e che mai potranno guarire». Queste le parole di Alessandro Cannavacciuolo, noto ambientalista campano residente ad Acerra, in seguito a quanto affermato dal sindaco di Acerra e dal Presidente della Regione Campania in occasione della visita di Sergio Mattarella. «Vede Presidente, mentre le sue convinte parole di puro negazionismo venivano accompagnate da applausi, sorrisi e da finte strette di mano, a pochi passi da lei, di fronte al castello baronale, sotto al clangore delle trombe, si consumava l’ennesimo strazio: la dipartita di Agnese, una nostra concittadina di 39 anni, che mai più potrà vedere realizzare i suoi sogni ne’ abbracciare e vivere i suoi cari – ha detto ancora Cannavacciuolo che poi ha concluso – la nostra è sì terra di bellezza, di sapori e di amore ma è anche terra dei fuochi e di dolore. Negare non è la soluzione, rimboccarsi le maniche lo è»A

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