M5S cambia ma muore senza Di Maio

E’ cambiato il Movimento 5 Stelle? Assolutamente si. Questo è un male? Chissà, è tutto opinabile. Da un lato è da capire chi è disorientato dal cambiamento che ha abbracciato i 5 stelle, dall’altro bisognerebbe sforzarsi di comprendere le motivazioni di chi prova a spiegare perché è stato necessario questo cambiamento. Una cosa è certa: se il Movimento è cambiato non è solo grazie, o a causa, di Di Maio perché c’era un garante, un quadro dirigente ed una marea di eletti che hanno accettato il mutamento pentastellato, direttamente o indirettamente. In politica anche il silenzio è una risposta, chi ha taciuto fino ad ora osservando il cambiamento e percependo la lauta indennità che la figura istituzionale prevedeva oggi con quale coraggio si schiera contro Di Maio? Chissà.

«Avete preso i voti dicendo che si poteva fare politica senza soldi, restituendo parte dello stipendio e senza fare volantini» tuona qualcuno, ed ha ragione. Dieci anni fa si pensava di poter entrare nelle istituzioni e scardinare tutto, poi probabilmente ci si è resi conto che non è semplice. Come può, ad esempio, un consigliere comunale restituire l’indennità, misera, che percepisce? Come si può comunicare ai cittadini senza diffondere qualche volantino in campagna elettorale? Come si può cambiare in meno di 10 anni un sistema cristallizzato e rodato che va avanti da decenni? Certamente è da capire chi accusa i 5 stelle dicendo che hanno preso i voti affermando alcune cose che poi, strada facendo, si sono resi conto di non poter portare avanti al 100% ma dall’altro lato qualche cosa buona sarà stata fatta? Chissà, come detto prima è tutto opinabile. Una cosa è certa, senza il Reddito di Cittadinanza nei due anni di pandemia che abbiamo vissuto l’Italia avrebbe conosciuto il collasso.

Ci sarebbero una serie di domande che in questi giorni stanno tempestando la mente di coloro che amano ragionare.

Perche alcuni deputati se la prendono con Di Maio solo ora a pochi mesi dalle elezioni e con un parlamento che sarà fortemente ridotto? Sono realmente offesi e scandalizzati dal cambiamento che, a detta loro, sarebbe trainato dal Ministro partenopeo o sono preoccupati per la seggiola in parlamento che rischiano di perdere?

Come mai il Presidente della Camera dei Deputati si è prestato al tentativo di tritatura politica portato avanti in questi giorni rilasciando alcune dichiarazioni “piccanti” contro Di Maio? Eppure il Presidente della Camera non dovrebbe scandalizzarsi del cambiamento che ha interessato il Movimento 5 Stelle di cui dice di far parte. Alla tornata elettorale appena conclusa il Presidente della Camera dei Deputati è stato visto in alcuni comuni in cui il gruppo pentastellato ha presentato la lista. Qualcuno si è chiesto a che titolo fosse li? Sicuramente, diciamo noi, non per fare campagna elettorale e comunque qualche anno fa, se il Presidente della Camera avesse partecipato a qualche comizio in campagna elettorale cosa avrebbe detto l’onorevole Roberto Fico? Probabilmente avrebbe gridato allo scandalo, ecco che anche questo è un cambiamento. Ma ci si scaglia solo contro Di Maio. Perché? Chissà.

Come mai Giuseppe Conte sta partecipando a questa scenneggiata che vorrebbe vedere Di Maio fuori dal Movimento 5 Stelle? Si dovebbe dire a “Giuseppì” che il Ministro di Pomigliano ha iniziato a militare nel Movimento 5 Stelle oltre dieci anni fa. L’attuale presidentissimo del M5S ha mai partecipato ad un gazebo? Ha mai militato in questi anni? Eppure prima si candidava nella lista del Movimento solo chi era parte integrante del gruppo, ecco un cambiamento. Il Movimento ha un Presidente che non ha militato negli anni, esponente della società civile, illustre avvocato con relazioni di pregio a capo della forza antisistema per eccellenza del panorama politico. Anche questo è un cambiamento ma perché si attacca solo Di Maio? Chissà.

Il Garante del Movimento 5 Stelle a cui va riconosciuto il merito di aver dato la possibilità a tanti cittadini di studiare, capire e partecipare alla vita pubblica del Paese è cambiato in questi anni? Noi siamo sicuri che le vicende personali di Beppe Grillo e della famiglia si risolveranno al meglio perché crediamo fortemente nella presunzione d’innocenza ma ci sarebbe una domanda. Cosa avrebbe fatto il Beppe Grillo di 10 anni fa se un membro della famiglia di Berlusconi fosse stato accusato da alcune ragazze di alcuni reati? Ecco un cambiamento, ma perché se la prendono tutti con Di Maio? Chissà.

Il Movimento 5 Stelle è una forza politica che indubbiamente, scegliendo di governare ed accettando l’invito alla responsabilità istituzionale del 2018, ha perso qualche voto ma tiene ancora in Campania, ed in Campania c’è Di Maio. Nel resto d’Italia la lista pentastellata non decolla e questo è un dato, frutto anche del cambiamento accettato da tutti in questi anni, da non sottovalutare.

Queste di sopra sono solo alcune domande che qualche nostro lettore che ama ragionare ci ha segnalato. Ne potremmo scrivere tante altre ma alla fine a cosa serve? Il cambiamento è parte della vita, direbbe qualcuno, siamo le stesse persone di dieci anni fa? Pensiamo le stesse cose, approcciamo allo stesso modo ed abbiamo la stessa reazione ai problemi di quando avevamo 20 anni? Chissà, la verità è che è tutto opinabile, c’è solo una certezza. Il cambiamento è parte della vita, tutto stà nel saper spiegare, e nell’ascoltare, le ragioni del mutamento.

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