Ornella Auzino

«Ho scelto di investire al sud e di rimanere in provincia di Napoli con la mia azienda, una scelta di cuore. Andare al nord comprometterebbe un certo tipo di manodopera, non puoi portare su le persone che lavorano con te». Ornella Auzino, giovane imprenditrice napoletana, opera nel settore della pelletteria e da anni lavora per uno dei brand del lusso più importanti al mondo. Se da un lato c’è chi lamenta un problema sicurezza al sud dall’altro esistono imprenditori coraggiosi disposti a sfidare i luoghi comuni ed a lottare per superare le criticità che ci sono pur di non abbandonare il mezzogiorno.

Il tema della sicurezza

La sicurezza è senz’altro un tema spinoso da trattare, soprattutto in periodi di festività in cui la criminalità organizzata prova ad imporre, con prepotenza, la propria egemonia chiedendo, sotto varia forma, il pizzo alle imprese del territorio.

«Non è sempre tutto semplice, fare impresa è difficile e lo è anche al sud, mettiamola così. Ma non abbandono il mio territorio per queste difficoltà – dichiara Ornella Auzino – Sono convinta che noi, nel mezzogiorno, a livello di manovalanza siamo molto più bravi, manteniamo una tradizione manifatturiera che da quel plus in più. Al nord sarei cresciuta di più, sicuramente, ma con un sistema di lavorazione molto più automatizzato e meno manuale». Auzino crede fermamente che con il passare degli anni mantenere certe capacità di manualità sarà valore aggiunto. «Le grandi aziende che sono al nord, con piccole imprese che ci sono intorno, stanno perdendo questa manualità ed i dipendenti non sono più veri e propri artigiani ma parti di una catena produttiva – continua l’imprenditrice – Qui le borse si fanno con la testa e con le mani, realmente, ed il prodotto risulta essere migliore dal punto di vista di efficienza nel tempo. Questa scelta oggi è un onere, ma credo che in futuro raccoglieremo i frutti di ciò che stiamo seminando in questi anni».

Aprire un tavolo a livello regionale per censire le aziende manifatturiere divise per settore e fare dei piani ad hoc per i poli manifatturieri

Secondo Auzino questo servirebbe per valorizzare le aziende del settore che lavorano in Campania. «Cosa è il Made in Italy? È la manodopera. Il Made in Italy è la manifattura ed il know-how, non è solo una questione di dove viene fatto ma anche di come viene realizzato il prodotto – dice Ornella Auzino – Necessario sensibilizzare il consumatore, a livello regionale andrebbe fatto un tavolo per tutelare le aziende del settore che danno tanto lavoro e nascondono tante problematiche». In effetti con un piano di 5 anni, con investimenti, potremmo avere aree che riprendono a vivere. Per fare questo è necessario che imprenditori ed artigiani sposino il progetto che potrebbe dare un contributo importante al Made in Italy.

Poi è doveroso aggiungere che anche a livello comunale, nonostante lo sforzo dei sindaci, spesso mancano le infrastrutture di base. Manutenzione delle strade, delle luci e videosorveglianza per garantire maggiore sicurezza. Così si da supporto alle aziende che rimangono al sud contribuendo a migliorare ciò che c’è intorno. «Le istituzioni potrebbero prendere spunto dalle iniziative di un’associazione importante di cui faccio parte, Assopellettieri, che grazie al Mipel Lab sta portando avanti una battaglia di valorizzazione della manifattura di eccellenza del Made in Italy. A Febbraio 2023 saremo presenti in fiera a Milano proprio perchè parte integrante di questo bellissimo progetto» conclude Ornella Auzino.

www.impresaitaliana.info

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